L’incendio in arte

L’incendio in arte

L’incendio in arte

Nel 2007, ho dato inizio alla ricerca e alla pubblicazione di opere d’arte ispirate dall’incendio, dal fuoco. E’ nato così, per il Notiziario AIPAI, questo spazio, dove via via ho inserito anche rappresentazioni artistiche riguardanti eventi catastrofali diversi, quali il terremoto, le alluvioni. La potenza e violenza distruttrice di questi eventi, che coinvolgono in maniera così grave ed importante l’uomo, la sua vita e tutto quanto egli ha realizzato, hanno da sempre colpito e ispirato nei secoli gli artisti. Il fuoco, in particolare, energia primigenia e primordiale, solo se controllato porta benefici all’uomo: diversamente, è fonte di annientamento e devastazione.

Nove anni fa, ho dedicato il primo articolo di questa mia rubrica a un’opera di Giuliano Collina (Notiziario AIPAI n. 79 del 2007). Oggi, dopo la breve interruzione del 2015, riprendo le pubblicazioni di “L’incendio in Arte” riproponendo un’altra opera dello stesso artista, che mi ha nuovamente colpito con una realizzazione di notevole semplicità, immediatezza e al contempo di grande forza e impatto.

La introduco con le parole recentemente utilizzate, per descriverla, dallo stesso Autore:

“Il fuoco nasce dai frammenti di carta bruciata (ricordo dentro una grossa pentola di alluminio) mescolata al carbone del carboncino e a un po’ di colore, ben poco. In quei mesi, in quegli anni, negli approcci operativi al mio lavoro vagheggiavo la possibilità di costruire una immagine sparpagliando su una grande, grandissima tela acqua azzurrata tutta attorno a un enorme grumo di terra per poi scavarci dentro con le mani coppelle da riempire con olio combustibile. Quel grande quadro avrebbe dovuto consumarsi adagio adagio, accartocciandosi tra lo sfrigolio del fuoco nell’acqua e i pennacchi di fumo dell’olio bruciato”.

AIPAI_incendio_in_arte
“Il fuoco”, 1988

Olio, tempera, carbone, smalto su carta – Cm 110*80.
Opera di Giuliano Collina

La descrizione si riallaccia con forza a quanto Giuliano Collina aveva scritto anni fa, parlando della propria esperienza di docente (prima all’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona, poi all’Accademia di Architettura della Svizzera italiana di Mendrisio e, ancora, alla Facoltà di Scienze dei Beni ed Attività Culturali presso l’Università dell’Insubria di Como; oggi, all’Accademia Aldo Galli della stessa città), così parlando dei suoi studenti:

“i miei studenti, da principio, dipingono con i colori, poi aggiungono cenere ai colori, poi dipingono solo con la cenere, poi distribuiscono sul pavimento dell’aula mucchietti di cenere, e fin qui sono sempre studenti dell’Accademia. Ma vanno avanti e progettano un incendio per procurarsi la cenere: naturalmente non possono realizzarlo e si bloccano, allora si trovano con altri al loro stesso punto e discutono a gruppi per giorni, per notti, per mesi. Se qualcuno di loro è davvero geniale, non ha problemi e va avanti in ogni caso, ma tutti gli altri si trovano in una situazione di stallo insostenibile, perché nessuno sa o può tornare indietro e cominciare a dipingere. Peccato, perché dovrebbe esserci un po’ di spazio anche per quelli non troppo geniali, ma ancora capaci di pitturare”.

È con le parole e l’opera di questo artista che scelgo di riprendere la Rubrica, dove andrò a proporre e valorizzare una serie di opere sul tema.

Marco Valle


Giuliano Collina è nato a Intra (VB) il 9 Dicembre 1938. Nel 1944 la sua famiglia si trasferisce a Como e da allora risiede in questa città. Dopo la maturità artistica conseguita nel 1958 presso il Liceo Artistico di Brera (Milano), si diploma nel 1962 (scuola di scultura di Marino Marini) sempre all’Accademia di Belle Arti di Brera, con una tesi sull’opera del pittore francese Nicolas De Stael (relatore Prof. Guido Ballo). Collina ha insegnato disegno e storia dell’arte al Liceo Scientifico “Paolo Giovio” di Como fino al 1981; di seguito, e per otto anni, è stato titolare delle cattedre di pittura e tecniche pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona. Quindi, e per sei anni, ha insegnato pittura all’Accademia “Aldo Galli” di Como; collabora con l’architetto Mario Botta al suo corso presso l’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera italiana di Mendrisio e insegna storia dell’arte contemporanea al corso di laurea in Scienze dei Beni e delle Attività Culturali presso l’Università dell’Insubria di Como. Dal 1988 al 1994 ha diretto con lo scultore Francesco Somaini il “Corso Superiore di Disegno” voluto e promosso dalla Fondazione Antonio Ratti di Como.

Collina ha esposto per la prima volta le sue opere a Milano nel 1962 alla Galleria delle Ore; da allora ha partecipato a premi e rassegne presso gallerie pubbliche e private e ha tenuto più di ottanta mostre personali in Italia e all’estero, tra cui, in questi ultimi anni: “Il corpo è sacro. Opere dal 1990 al 2009” al Museo Diocesano di Milano (2009), “Notte stellata” alla Pinacoteca Civica di Como (2010), “Giuliano Collina: mostra antologica (cinquanta dipinti dal 1984 al 2011)” al Museo Michetti di Francavilla al Mare (2011), “La pittura come contenitore” alla Galleria Credito Valtellinese e al MVSA di Sondrio (2013), “Giuliano Collina: dal gioco della strega alle tovaglie” alla Galleria Matasci di Tenero (CH) (2013), “Giuliano Collina” alla Galleria Carzaniga di Basilea (2015).

Nel 2010, la Casa Editrice Nomos ha pubblicato una sua monografia a cura di Rachele Ferrario e con un saggio introduttivo di Enrico Crispolti.

Nel corso della sua attività, Giuliano Collina ha realizzato alcune opere pubbliche, fra le quali un affresco sul tema dell’Apocalisse nella chiesa del Cimitero Maggiore a Como (1961-62), una tempera murale nella Scuola elementare di Sagnino-Como (1981) e, in occasione della XVIII Triennale di Milano (1992), un grande “quadro” (cm. 650×1120) dal titolo “La piazza” esposto alla mostra “Italia. La verità dei materiali”, curata dalla Triennale di Milano allo “Shangai Italian Center” di Shangai (2013-2015).

Negli ultimi anni si è dedicato anche alla scultura realizzando monumenti in bronzo e in acciaio per spazi pubblici e privati.
Giuliano Collina collabora con alcuni quotidiani pubblicando articoli di critica d’arte.