I sinistri in ambito di co-generazione mediante combustione bio-gas

I sinistri in ambito di co-generazione mediante combustione bio-gas

Introduzione
Il curioso viandante o l’indefesso perito che voglia aggirarsi per le nostre operose campagne, parlo dell’avita bassa lombarda ed emiliana a cavallo del fiume Po, noterà, adagiate nella geometrica cadenza di fertili appezzamenti, cupole basse e verdeggianti che lievitano di micro-organismi in fermento e di impetuosa energia molecolare pronta per essere convogliata, sotto forma di gas prodotto dalla fermentazione degli scarti di produzione agricola, deiezioni di animali da allevamento, dell’industria alimentare e del rifiuto umido, in potenti motori a scoppio che trasformano il gas in energia cinetica e conseguentemente, tramite alternatori, in energia elettrica e termica. Negli ultimi anni i territori a forte vocazione agricola, con una impostazione di marcata industrializzazione dei processi di produzione caratterizzati da notevoli volumi sia di colture che di allevamento intensivo di bovini, pollame e suini, hanno visto il fiorire ed il prosperare, complice la crescente sensibilità alle tematiche ambientali ed i sostanziosi incentivi degli anni scorsi, di svariati insediamenti di produzione di energia da fonti alternative in particolare biomasse per la produzione di bio-gas e ultimamente, di bio-metano.

Com’è costituito un impianto?
Di seguito uno schema tipo di come è costituito un impianto di co-generazione a Bio-Gas con indicate le principali componenti ed i flussi di funzionamento (layout e relativa legenda in immagini 1 e 2).

Quanto vale un impianto?
Di seguito propongo un metodo sintetico ed immediato per orientarsi nell’ottica di interpretare correttamente e maneggiare con agilità ordini di grandezza circa le preesistenze e gli importi presunti di danno quando ci si trovi ad eseguire un sopralluogo o si debbano valutare importi per apporre riserve, aggiornamenti od interlocutorie o per fronteggiare con presenza di spirito richieste non congrue. Il valore di un impianto naturalmente va valutato in modo analitico e approfondito (all’aumentare dell’importo di danno con precisione esponenziale) ma un buon viatico per la valutazione sintetica della preesistenza può essere applicare la costante di 4.000 euro per ogni KWatt: ne consegue che un impianto da 100 KWatt vale 400.000 euro, un impianto da 1 MWatt 4.000.000 euro; di questo importo complessivo possiamo indicare circa ½ gli impianti cosiddetti “civili” e cioè vasche, manufatti per lo stoccaggio del materiale, piccoli edifici adibiti ad uffici, infrastrutture varie, ed un ½ siano i macchinari veri e propri adibiti alla combustione, alla trasformazione dell’energia cinetica in elettrica, alla distribuzione dell’energia elettrica e termica.

I sinistri più comuni
Molto comuni sono i sinistri che interessano componenti del motore a scoppio (o il trasformatore a questo collegato) spesso per errate caratteristiche del bio-gas prodotto (eccessivamente corrosivo), spesso vi sono collassi delle cupole dei digestori (camere di fermentazione) dovute sia a cause esterne come il sovraccarico neve che a cause endogene quali il cedimento strutturale dei sostegni, spesso in legno, che le sorreggono per eccessiva aggressività dell’ambiente di esercizio ed inadeguato trattamento chimico sulle superfici. Vi sono svariati casi di danni elettrici riguardanti i sistemi di movimentazioni delle bio-masse sia all’interno che all’esterno dei digestori (es. coclea di alimentazione).

Quanto vale un danno diretto?
La quantificazione del danno diretto naturalmente riguarda, come si diceva nel precedente paragrafo, le componenti costitutive dell’impianto nella sua totalità; i prezzi unitari vanno desunti dalla letteratura specializzata e dalla casistica vagliata oltre che dal confronto tra la documentazione fornita dagli assicurati che si presumono in buona fede (fino a prova contraria) ed analoghi beni di altri fornitori. Sinteticamente possiamo dire che le componenti “macchinario” adibite alla trasformazione di biogas in energia cinetica e poi elettrica quindi filtri, miscelatori, valvole poi Intercooler motore (per impianti a1MW 65.000cc di cilindrata, 12 cilindri, completo), alternatore, scambiatori di calore, insomma tutto quanto contenuto nel “container del motore” vale indicativamente 800.000/ 1.000.000 di euro, di cui il solo il motore tra i 200.000 e 300.000 euro. I dispositivi menzionati sono, diciamo, il cuore pulsante dell’impianto, tutte le altre componenti sono meno “sofisticate” e sono adibite a stoccaggio e fermentazione delle materie utilizzate. Si rimanda ai singoli casi per quantificazioni più precise e dettagliate.

Il danno diretto
Qualora si verifichi un danno diretto all’impianto assicurato che ne coinvolga il macchinario, e che risulti indennizzabile ai termini di polizza potrà essere indennizzato (quando il contratto lo preveda) il Danno da Interruzione Attività e mancata produzione di energia. A questo punto vanno analizzate in polizza le somme assicurate, i giorni di esercizio e le ore dichiarate di produzione ed infine, last but not least, il valore dell’incentivo erogato per ogni Kilowatth acquistato. Nel corso degli anni le tariffe di acquisto si sono gradualmente ridotte e dall’iniziale e molto vantaggiosa tariffa di 0,28€ /kwatth siamo gradualmente scesi a 0,23€ ed, infine, all’odierno 0,139€. Ogni polizza riporta i metodi di calcolo desiderati (in relazione al pregresso) franchigie, limiti e sottolimiti prefissati da vagliare con la consueta attenzione. Una possibile formula per calcolare la produzione giornaliera è la seguente:

NB: I sta per Incentivo, P per Potenza Impianto.

Conclusioni
Concludendo si ritiene che la trattazione dei sinistri riguardanti impianti a Bio-Gas sia di particolare ed interesse e stimolo per i colleghi, trattandosi di impianti largamente diffusi sul territorio nazionale e tuttora in espansione, lineari nel proprio funzionamento ma soggetti a molte variabili circa le cause di eventuali sinistri essendo le componenti in condizioni di utilizzo spesso critiche per i materiali a causa dell’aggressività delle componenti in fermentazione, risulta interessante dirimere nel dettaglio le possibili cause dei guasti ai quali, questi impianti, nel loro complesso sono soggetti.

Bibliografia

BIO-METANO DA BIOGAS, a cura di Francesco Arecco e Giampaolo Ghelardi, collana “Manuali di progettazione sostenibile”, Edizioni Ambiente.

DIGESTATO. Opportunità vantaggi negli impieghi in agricoltura, di Guido Bezzi e Alessandro Ragazzoni, Edizioni l’Informatore Agrario.

BIOMASSE AGRICOLE FORESTALI A USO ENERGETICO, A.A.V.V., Agra Editrice.

BIOMASSE ED ENERGIA. Produzione, gestione e processi di trasformazione, collana Ambiente & Territorio, a cura di Silvana Castelli, Maggioni Editore.

BIOENERGIE: QUALI OPPORTUNITÀ PER L’AGRICOLTURA ITALIANA, a cura di Annalisa ZEZZA, Collana Studi & Ricerche, Edizioni Scientifiche Italiane – Istituto Nazionale di Economia Agraria.

LA SFIDA DELLE BIOENERGIE. Tendenze scenari per energie rinnovabili in agricoltura, 12º Rapporto Nomisma agricoltura, Consorzio per lo Sviluppo di Agroenergie, Nomisma Libri per l’Economia.

Layout – Immagine 1

 

 

Legenda – Immagine 2